"Chi ha paura muore ogni giorno,
chi non ha paura muore una volta sola."
Paolo Borsellino
Pochi giorni prima di essere ucciso in un'intervista televisiva Borsellino aveva parlato della sua condizione di
"condannato a morte". Sapeva di essere nel mirino di Cosa Nostra e
sapeva che difficilmente la mafia si lascia scappare le sue vittime designate.
« Io
accetto la... ho sempre accettato il... più che il rischio, la... condizione,
quali sono le conseguenze del lavoro che faccio, del luogo dove lo faccio e,
vorrei dire, anche di come lo faccio. Lo accetto perché ho scelto, ad un certo
punto della mia vita, di farlo e potrei dire che sapevo fin dall'inizio che
dovevo correre questi pericoli.
La sensazione di essere un sopravvissuto e di trovarmi, come viene ritenuto, in estremo pericolo, è una sensazione che non si disgiunge dal fatto che io credo ancora profondamente nel lavoro che faccio, so che è necessario che lo faccia, so che è necessario che lo facciano tanti altri assieme a me.
E so anche che tutti noi abbiamo il dovere morale di continuarlo a fare senza lasciarci condizionare... dalla sensazione che, o financo, vorrei dire, dalla certezza, che tutto questo può costarci caro. » Tratto dall’intervista di L.Sposini
La sensazione di essere un sopravvissuto e di trovarmi, come viene ritenuto, in estremo pericolo, è una sensazione che non si disgiunge dal fatto che io credo ancora profondamente nel lavoro che faccio, so che è necessario che lo faccia, so che è necessario che lo facciano tanti altri assieme a me.
E so anche che tutti noi abbiamo il dovere morale di continuarlo a fare senza lasciarci condizionare... dalla sensazione che, o financo, vorrei dire, dalla certezza, che tutto questo può costarci caro. » Tratto dall’intervista di L.Sposini
"Il 24 luglio DIECIMILA
persone partecipano ai funerali privati di Borsellino (i familiari rifiutarono
il rito di Stato, poiché la moglie Agnese Borsellino, accusava il governo di
non aver saputo proteggere il marito, voleva una cerimonia privata senza la
presenza dei politici), celebrati nella chiesa di Santa Maria Luisa di
Marillac, disadorna e periferica, dove il giudice era solito sentir messa,
quando poteva, nelle domeniche di festa.”
IO C’ERO...IN MEZZO ALLE DIECIMILA PERSONE. Ricorderò per tutta la vita quella giornata, quel dolore profondo. Nel cervello ancora rimbombava il boato dell'esplosione perfettamente percepito nella mia stanza mentre cercavo di riposare. D'un tratto la consapevolezza che qualcosa di grave era accaduto. "No, ti prego, non quello che immagino!!!"
“L'orazione funebre la pronuncia Antonino Caponnetto, il
vecchio giudice che diresse l'ufficio di Falcone e Borsellino: «Caro Paolo, la
lotta che hai sostenuto dovrà diventare e diventerà la lotta di ciascuno di
noi». Pochi i politici: il presidente Scalfaro, Francesco Cossiga, Gianfranco
Fini, Claudio Martelli. Il funerale è commosso e composto, interrotto solo da
qualche battimani. Qualche giorno prima, i funerali dei 5 agenti di scorta si
svolsero nella Cattedrale di Palermo, ma all'arrivo dei rappresentanti dello
stato (compreso il neo Presidente della Repubblica Italiana, Oscar Luigi Scalfaro),
una folla inferocita sfondò la barriera creata dai 4000 agenti chiamati per
mantenere l'ordine, la gente mentre strattonava e spingeva, gridava "FUORI
LA MAFIA DALLO STATO". Il Presidente della Repubblica venne tirato fuori a
stento dalla calca, venne spintonato anche il capo della polizia.”
Testo virgolettato tratto da
Wikipedia.
A distanza di 20 anni mi chiedo cosa sia cambiato.
Borsellino diceva:
"Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo
dello stesso territorio:
o si fanno la guerra o si mettono d'accordo".
Mi preoccupa il silenzio, più di ogni altra cosa.
Mi piace ricordarli così



Mi vengono le lacrime agli occhi.
RispondiEliminaQuesta foto è bellissima, due persone vere, normali, cui probabilmente piaceva molto la vita e che non si sono tirate indietro quando si è trattato di sacrificarla in nome di ideali altissimi.
Questi sono eroi.
Queste sono persone a cui ispirarsi, diversamente da quelle al potere che ancora oggi continuano a nascondere le proprie bassezze dietro alla parola "Stato".
Viviana sono d'accordo con te. Ci ho pensato un po' prima di scrivere questo post perchè magari a molta gente può sembrare solo retorica. Io invece queste cose le ho vissute sulla mia pella più di un italiano comune in quanto palermitana. Sento la necessità di comunicare queste sensazioni, è come se mi alleggerissi ogni volta che ne parlo.
Eliminanon c'è nulla da aggiungere, in 20 anni non è cambiato nulla, si è solo cambiata la facciata.
RispondiEliminaGià, tristemente niente da aggiungere. Bacio ciccina
Eliminasi hai ragione, proprio triste, avvenuta soltanto dopo poco la morte di Falcone, che brutti ricordi, un abbraccio SILVIA
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