Tipico piatto della domenica; vi consiglio di farlo per pranzo perché abbastanza corposo. Facendolo per cena rischiereste di essere svegliati in piena notte dal cinghiale che suona la fisarmonica sulla vostra pancia (questa pubblicità mi fa morire da ridere!).
La settimana è così piena di impegni che risulta veramente difficile trovare un po’ di tempo per sperimentare in cucina.
Mi rendo conto che il blog deve essere curato, ma io lo vivo come un mio spazio dove scrivere di cucina e di altro senza condizionamenti esterni, ispirata dal momento. Questo significa che certe volte mi piace scrivere e fotografare, ma ci sono periodi in cui lo vivo come un obbligo e allora ne prendo le distanze. Non mi interessa curare una cosa per apparire. Certo, l’apertura di un blog parte sicuramente dalla voglia di mostrarsi al mondo, di condividere, ma penso che bisogna essere se stessi sempre. Io la penso così. In un mondo virtuale è semplice prendere in giro gli altri. Che ci vuole, basta mostrare solo quello che si vuole far vedere, solo quello.
Sui blog siamo tutti splendidi e bellissimi, ma quanto c’è di vero in quello che mostriamo? Parlo anche di me, mica sono esclusa dal ragionamento.
Siamo sicuri che la voglia di curare un blog derivi dalla felicità di condividere parte della nostra vita, del nostro essere, pensieri e ricette, oppure nasce dalla voglia di protagonismo?
Quanti di noi sono genuini nell’affrontare problematiche serie che affliggono il mondo e quanti di noi sposano cause nobili perché lo sentono veramente? Vi dico questo perché, ad esempio, mi colpisce l’attenzione che i blog glutinosi adesso mostrano per la cucina senza glutine.
La celiachia esiste da molti anni; allora perchè l’attenzione dei foodblogger di cucina classica è stata rapita da questo problema solo ora? Per moda forse? Forse perché si parla sempre di più di intolleranza al glutine, di gluten sensitivity e quindi adesso conviene fare ricette senza glutine perché aumenta la propria notorietà?
A mio modesto parere non solo ci si prende in giro da soli, ma non si riflette abbastanza sui possibili danni che si potrebbero provocare ai celiaci. Vi faccio un esempio di corretto approccio al mondo senza glutine.
Se un foodblogger glutinoso volesse sensibilizzare i suoi lettori sul problema celiachia la prima cosa che dovrebbe fare è documentarsi prima lui. Questo foodblogger capirebbe che non basta scrivere tra gli ingredienti “Farina di riso”, non basta. Avete mai riflettuto sul rischio di utilizzo di cibi contaminati? Che succederebbe se si usasse una farina di riso senza aver certezza che nel mulino dove è stata prodotta non si sia macinato prima del frumento? Al celiaco basta una mollichina micragnosa di pane per stare male, ci avete mai pensato a questo tipo di contaminazioni?
Mettetevi nei panni degli amici sensibili (ce ne sono pochini...) dei celiaci che cercano ricette tra i blog per poter invitare a cena senza rischi il proprio amico intollerante. Come si sentirebbero se telefonando al proprio amico il giorno dopo scoprissero che questo ha passato una notte d’inferno? Non gli verrebbero i sensi di colpa?
Il giusto approccio è quello di chi si documenta, magari rivolgendosi ad un'amica celiaca per avere delucidazioni sulle indicazioni da mettere per ogni ingrediente utilizzato in una ricetta gluten free. Certo, sicuramente tra i vostri amici ci saranno dei celiaci: perchè a pubblicare ricette senza glutine sui vostri blog, se proprio siete mossi dalla sensibilità verso la malattia, non ci pensavate prima che diventasse una moda?
In conclusione chiedo a chi ha affrontato il problema celiachia nel proprio blog con un po’ di leggerezza (sicuramente dettata dalla non conoscenza dei rischi) oppure a chi fa ricette senza glutine solo per accrescere il proprio ego o solo per la moda del momento, di cambiare approccio verso questo problema di salute e di trattarne solo se si percepisce veramente il disagio quotidiano dei celiaci. Ve lo chiede una celiaca.
Ingredienti per 6 persone:
2 cipolle
2 carote
un filo di olio e.v.o.
1 gambo di sedano
1 kg carne tritata di bovino
2 cucchiai di farina (per me senza glutine, qualsiasi)
1 tazza e mezza di brodo di carne
1 cucchiaio di salsa di soia (per me Tamari senza glutine)
2 cucchiai di salsa di pomodoro
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
2 foglie di alloro
Per la crosta:
500 ml di latte
30 g di burro
75 g di polenta istantanea senza glutine
60 g di parmigiano reggiano grattugiato
1 spolverata di noce moscata
1 uovo
Far rosolare in un filo di olio le carote, le cipolle ed il sedano tritati finemente per circa 5 minuti.
Aggiungere il tritato di carne e far rosolare per altri 5 minuti. Aggiungere il brodo, la salsa di soia, la salsa di pomodoro, il concentrato, l’alloro e la farina. Cuocere a fuoco lento per circa 30 minuti.
Scaldare il forno a 200° C.
Preparare la polenta: scaldare il latte, il burro con un pizzico di sale e portare ad ebollizione. Aggiungere la polenta e fare addensare mescolando per circa 5 minuti. La polenta deve risultare densa. Allontanare dal fuoco ed aggiungere il parmigiano grattugiato, l’uovo sbattuto e la noce moscata. Trasferire il pasticcio di carne in una pirofila e coprire la superficie distribuendo sopra la polenta, avendo cura di sigillare la carne.
Cuocere in forno per circa 20 minuti, fin tanto che la crosta di polenta non avrà preso colore.
Buon appetito!

buona la polenta...e questo pasticcio di carne sarà squisito!
RispondiEliminaabbracci
ottimo!
RispondiEliminaps: anche a me quella pubblicità fa morire dal ridere!!!!!
Bravissima come sempre Ciccia. Rifletti perfettamente il mio pensiero. anche parecchi locali ti dicono che ti fanno il pranzo senza glutine, ma la mia domanda è: se non hanno il Prontuario, come cacchio fanno ad usare prodotti, tipo cioccolato, dadi, salse, ecccccccc, garantiti??
RispondiEliminaBellissimo post, carissima. Un bacione.
Io non ho problemi di questo genere ma in famiglia c'è chi li ha. Nonostante questo, nel tempo, ho postato ricette "naturalmente" prive di glutine (ad es con farina di riso ecc ecc) omettendo la famosa frasetta: da prontuario. Questo solo perché mi sembrava evidente ed invece... ho ricevuto una bella tiratina d'orecchie dalla nostra amica Tinny (ma anche Sonia me l'ha fatto notare...).
RispondiEliminaPertanto, capita l'antifona. Ora quasi quasi mi capita che anche per le uova scriverei "da prontuario"!
Ecco, insomma, forse, nell'ignoranza, è meglio astenersi.
Un abbraccio
Sono d'accordissimo con il tuo pensiero, l'informazione prima di tutto! è fondamentale!
RispondiElimina... questo pasticcio è de-li-zio-so!
grandiosa!!! e bella pure la ricetta :-))) baciuzzi :-XX
RispondiElimina"Siamo sicuri che la voglia di curare un blog derivi dalla felicità di condividere parte della nostra vita, del nostro essere, pensieri e ricette, oppure nasce dalla voglia di protagonismo?"
RispondiEliminaSu questa domanda mi interrogo da molto, mica solo da un po'. E non sempre l'eco che mi arriva è positiva...ma vabbè...
Sull'informazione corretta spererei tanto che andasse OLTRE la mera logica del prontuario e si capisse che l'etichettatura e la legislazione ci sono, ma quanto siamo restii noi stessi a capirla nel senso profondo del termine??? Magari io vado sempre un po' oltre :-DDD
La ricetta mi piace assai, la polenta qui è di casa, quindi s'ha da fare :-D Baci baci e buona settimana carissima♥
grazie per esserti aggiunta...il ristorante in cui lavoro si chiama Freschette biobistrot e si trova dietro le poste centrali di via roma...sarei felice se ci venissi a trovare, io sono li solo per il pranzo!!mille baci
RispondiEliminaSante parole!
RispondiEliminae santa ricettuzza ;)
Che bontà e che bell'accoppiamento, mi piace! ^.^
RispondiEliminaUn piatto richissimo di sapori!Complimentoni,carina!Buona giornata!Un bacione!
RispondiElimina@Donaflor: hai ragione; il bello è che io la posso mangiare senza problemi (sempre quella presente nel Prontuario AIC)
RispondiElimina@Salamander: hehehe ero certa che ridevi anche tu :)))
@Tinny: Sante parole amica mia, sante parole! Ti chiamo più tardi (se non ti sento almeno una volta al giorno sto male, vado in astinenza!)
@Faustidda: brava, giusto approccio. Il vero problema è che nell'immaginario delle persone la celiachia non è paragonabile ad una malattia vera. Dovessero dare dei consigli di dieta ad un diabetico starebbero attentissimi, non si azzarderebbero; verso un celiaco invece lo fanno senza problemi, senza documentarsi. Al limite, che può fare la presenza di qualche molecolina di glutine...niente...NIENTE???
@Lizzy:grazie, apprezzi tanto le tue parole :)))
@Sonia: io mi sforzo, scrivo tanto e tu te ne esci con questo commento striminzito? Ti meriti una punizione: a letto senza dolce!!! Sono sicura che non resisteresti hehehe
@Fabipasticcio: fabi condivido tutto quello che hai detto. Vai pure oltre, ci vuole qualcuno che lo faccia :)))
@Noake: allora tidevo venire a trovare assolutamente!!! Te lo faccio sapere prima, ok?
@Anna Lisa: grazie e forzaaaaa!!! Siamo tutte con te! Appena finisci dicci le tue impressioni e quando va in onda, ok? baci
@Chiara: ritengo un po' pesantuccio, da domenica.
Forse sonmo io che non ho più l'età per questi pasticci...ohi ohi :(
@Lenia: ma non ti fanno in versione pocket? Ti uscirei dalla tasca nei momenti di sconforto; grazie, mi sostieni sempre, grazie davvero :)))
Ciao, sono Maria e ho scoperto per caso il tuo bel blog. Le ricette sono davvero belle e i piatti di sicuro saranno strabuoni! E' davvero un tema importante quello della celiachia, concordo con quello che hai scritto. Ah, ps. piacere di conoscerti!!
RispondiEliminaTi rispondo per me a proposito della celiachia e food blogger... a dire il vero sino a 2 anni fa non sapevo cosa fosse la celiachia figurati che quando nella rivista "Più dolci" leggevo ricette per celiaci, le leggevo e dicevo buone, non capisco perché specificarlo come se si trattasse di una ricetta adatta a pochi "eletti sfortunati"; da quando ho il blog mi è capitato di frequentare blog senza glutine e trovo che comunque le vostre ricette non hanno nulla da invidiare ad altri blog, anzi tanto di cappello davvero ed i tuoi macarons paté ne sono solo un esempio e poi mi piace molto una frase che leggo da voi: chi non è celiaco può mangiare qualcosa preparato per un celiaco ma non il contrario.. Mi piace questa frase perché è la verità, basta davvero poco per non far sentire un emarginato chi soffre di questa patologia; magari è ovvio che chi non lo vive in prima persona cerca solo di avere qualche accortezza senza magari addentrarsi nei dettagli ma lo sforzo che richiedete è davvero minimo e non influisce su niente ragion per cui, se mi dovesse capitare d'avere a cena un amico celiaco, farei il possibile per non farlo sentire un diverso, dato che non lo è affatto.
RispondiEliminaBhe dopo questo poema, scusami per la lungaggine, complimenti per il secondo corposo e grazie per essere passata da me. A presto, buona serata Debora
Che dirti Debora: dopo questo commento ti meriti un bacio in fronte! Benvenuta nella mia casetta, vieni a trovarmi quando vuoi, ok? Grazie per le parole, le ho gradite tantissimo!
EliminaUn'ottimo piatto unico, gustoso e completo, un abbraccio SILVIA
RispondiEliminaGrazie e un bacionissimi Silvy!
Eliminaciao Elenuccia (posso, vero?), grazie per aver saltellato qua e là davanti ad un'esterrefatta edicolante... uno spettacolo che mi sarei goduta volentieri! Un abbraccio
RispondiEliminaLa prossima volta filmo tutto così ti fai quattro risate :)))))
EliminaDeliziosa! Cimplimenti!
RispondiEliminaUn piatto perfetto per questa giornata fredda e invernale: da provare subito! ;-)
isa
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Bello sfogo ..riguardo agli amici o ristoratori che non ti rispettano..c'è tanta ignoranza e pressapochismo ma del resto quando una cosa non la vivi sulla tua pelle!..
RispondiEliminail piatto deve essere delizioso ..besos
Meraviglioso! dev'essere buonissimo!
RispondiEliminaA presto...Sibilla