martedì 6 settembre 2011

PANCARRE' SENZA GLUTINE PER GAIA


Tenevo a fare questo pancarrè, un modo per stare vicina a Gaia e a sua figlia alla quale da poco è stata diagnosticata la celiachia. Per i genitori è stato meglio sapere che i malesseri seri della bambina fossero causati dalla celiachia piuttosto che da qualcosa di più grave. Questo ragionamento non fa una piega, ma da celiaca quale sono mi sono molto rattristata pensando alle continue rinunce che dovrà fare, alle discriminazioni che dovrà subire. Gaia è fantastica e se leggerete il suo post ve ne renderete conto.


E’ sicura che riuscirà a far vivere questa malattia alla sua bambina in modo più leggero, magari pensando ai tanti momenti che passeranno insieme in cucina cercando di realizzare le ricette senza glutine. Gaia è bravissima ed avere una mamma così non è poco, riuscirà sicuramente nel suo intento. Penso però che se io soffro per essere celiaca ed ho la bellezze di 38 anni e l’ho solo scoperto 3 anni fa, figuriamoci lei che ha una vita davanti. Certe volte le persone non lo fanno per male, pensano che si possa andare a mangiare una pizza in quella pizzeria dove la fanno stupendamente, senza riflettere se per te esista un’alternativa alla pizza glutinosa. Talvolta l’alternativa non c’è e quando ti va bene ti propinano la solita bistecca ai ferri con le verdure grigliate. A proposito: se avete un celiaco a cena per favore, non presentategli la bistecca ai ferri con le verdure grigliate, abbiate un po’ di tatto. Il celiaco odia la bistecca, per forza, chissà quante volte l’ha dovuta mandare giù attorniato da commensali che si sbafano l’impossibile. E’ capitato anche a me e per giunta per il festeggiamento di un compleanno della mia famiglia che ha pensato bene di andare dai Fratelli La Bufala per mangiare la pizza napoletana. Ad un mio accenno di dissenso mi sono vista rispondere: “ma tu puoi mangiare la bistecca ai ferri e le verdure grigliate, la fanno buonissima”. Non me ne frega come la fanno; è stata una sofferenza sentire i profumi e vedere le facce entusiaste e i mugugni ad ogni morso, mentre avevo davanti l’alternativa triste. Al secondo compleanno li ho obbligati con forza ad andare in un posto dove la pizza la potevo mangiare pure io. Vi sto parlando dei miei genitori, che stanno sempre attenti a non sbagliare. Eppure quella volta hanno peccato di leggerezza. Ancora oggi penso che mi abbiano presa per esagerata ma non mi frega. Immagino che i ragazzini siano più spietati degli adulti, magari vanno in panineria o in pizzeria fregandosene se le celiaca possa o meno mangiare, cavoli suoi. Magari sarà costretta a rimanere a casa perché gli amici vanno in panineria. Ecco, a lungo andare queste cose pesano e di brutto. Mi pesa dover andare al ristorante e chiedere di poter parlare con il cuoco per spiegare il mio problema; mi pesa vedere il suo sorrisino da saputello, come se fossi esagerata perché lui il problema lo conosce, e quando gli parli della contaminazione sgrana gli occhi perché non ci aveva proprio pensato. Mi pesa sentirmi dire: “No signora, per lei non abbiamo niente”. Purtroppo non ho alternative, la celiachia c’è e me la devo tenere. Meno male che ho aperto un blog, così posso sfogarmi quando non ne posso più. Ho pensato di rifare la stessa ricetta del post di Gaia, un modo, magari stupido, di esserle vicina. In bocca al lupo!
La ricetta è quella di Felix eCappera modificata da Gaia. Ve la riporto uguale uguale.
Ingredienti
  • 415 g di mix di farine dieterapeutiche per pani e focacce senza glutine (per 500 g di mix: 280 g di Bi-Aglut Sfornagusto nuova, 120 g di farina senza glutine Coop, 100 g di Glutafin select)
  • 200 g di acqua
  • 200 g di latte
  • 50 g di strutto (o burro)
  • 5 g di lievito di birra secco
  • 1 misurino di latte in polvere (quello per 0-6 mesi è privo di glutine per legge)
  • 10 g di zucchero
  • 10 g di sale

Preparazione

Ho usato la macchina del pane mettendo prima l’acqua tiepida dove ho sciolto il lievito di birra e lo zucchero. Poi ho azionato il programma “Impasta e lievita” e mentre impastava ho aggiunto la farina, il latte, il latte in polvere e il sale. Infine ho aggiunto il brurro tagliato a pezzetti ed ho fatto finire il programma. Che dura circa 1 ora e mezza.

 Dopo qualche minuto L'ho preparato con la mia fantastica planetaria nuova di pacca e devo dire che con gli impasti ci sa fare.

Riporto il seguito del procedimento dal post di Gaia:

Rovesciarlo sulla spianatoia infarinata, dare un paio di pieghe e formare tre palline. Metterle nello stampo da pan carré, o da plumcake (io avevo quello) imburrato e infarinato. Far lievitare sempre coperto un'altra oretta, dovrebbe lievitare parecchio.
Infornare nel forno preriscaldato a 200° per una quarantina di minuti.
Togliere dal forno e lasciar raffreddare nello stampo”. 

 

9 commenti:

  1. la cosa bella è che si da più attenzione alle mode che ai veri problemi..non me ne vogliano i vegetariani, i vegani,ecc a loro tutto il rispetto..ma viene un po' il nervoso a pensare che certe cose vengono assecondate e altre trattate con superficialità..!!eppure, secondo me, non ci vuole poi così tanto..a rendere le cose più facili..o sbaglio?

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  2. E'veramente toccante quello che dici, ti capisco perfettamente, tutti pensano che la celiachia è solo un intolleranza al glutine, viene troppo sotto valutata purtroppo, ci sono molti posti di villeggiatura dove nessun ristorante cucina per celiaci, si sottovaluta i rischi che si corrono se
    gli alimenti, le posate, dove si cucina non è perfettamente disinfettato! Un bacio alla piccola e bravissima, hai creato un pancarre da favola!!! Un bacione tesoro! M.Luisa.

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  3. o santi numi! per fortuna che sono sola in questo momento, pare brutto scoppiare in lacrime di fronte a terzi...

    ma come sei cara, hai avuto un pensiero veramente delicato e mi hai commosso!!!!

    volevo però spendere una parola positiva: dopo tre mesi di dieta gluten free mia figlia è piuttosto serena, sembra averla presa abbastanza bene nel complesso.
    certo, in vacanza abbiamo avuto dei momentucci, come ogni celiaco credo, ma pian piano sta trovando il suo equilibrio.

    ti ringrazio tantissimo, domani lo dirò subito a mia figlia che ci hai pensate e hai scritto di lei!

    e il pancarré ti è venuto benissimo...

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  4. ciccina, ha ha ha la bistecca e le verdurine...per me carne e insalata :)) mentre gli altri mangiano pizza :) ma chissenefrega! non mi fregano più :) e tu la storia la sai, perchè con te mi sono sfogata :)) bellissimo post, bellissimo pancarrè e immagino la faccia di Gaia :)) baciuzzi :X

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  5. ...io l'ho scoperto qualche meno di un anno fa.. e ai miei 39 non è facile..di sicuro è peggio per chi ce l'ha dalla nascita.. solo che io cerco di evitare la maggior parte delle cose ma se mi capita di mangiare un pezzo di pizza,la mangio lo stesso! una intera mi gonfierebbe come un pallone! comunque ci sono molte alternative alla solita verdurina solo che dobbiamo prepararla in casa, andare a mangiare fuori è un po' scocciante :) ...io ripiego sempre sull'insalata dato che posso mangiare solo alcuni tipi di carne!.. no dolci per il lattosio, no farine, no carne, no pasta, no pane e bla bla.. che ci resta? :) delizioso il bauletto! .. un abbraccio

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  6. Che meraviglia questo pancarrè! CIAO SILVIA

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  7. Hai ragione, non deve essere facile. Le poche volte che ho cucinato per una cara amica celiaca ho scoperto che una marea di prodotti contiene glutine!!!! Per il ristorante, di solito, quando usciamo con lei, chiamiamo prima in modo da essere certi di avere alternative più sfiziose della solita bistecca :))) in molti locali noto più attenzione alle intolleranze e alle preferenze personali, speriamo che con il tempo ciò diventi la regola e non l'eccezione!

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