Ma guardate che meraviglia! Questo è una parte del bottino che io e i miei collegi abbiamo portato a casa ieri. Mentre stavamo effettuando un campionamento in mare in uno splendido golfo siciliano, forse non ho mai detto che sono una biologa marina, abbiamo incontrato un peschereccio che rientrava in porto. Per non tradire la mia natura curiosa, mi sono timidamente avvicinata alla barca e ho chiesto ad un omone “armadio quattro ante” cosa avessero pescato. I pescatori mi hanno gentilmente mostrato il bottino variopinto. Ho avuto il coraggio di chiedergli di poter comprare qualcosa; con un sorriso l’omone di cui sopra dice al compagno di prendere due sauri (in italiano: Sugarelli) e me li regala. Ho tentato di pagarli, ma niente da fare. Perchè mi piace la mia terra? Perchè mi piace la mia gente? Per questo.
Felicissima ed incurante della stanchezza della giornata, sono rientrata a casa con l’unico pensiero di cucinare questo pesce seguendo le indicazioni date della figlia del pescatore.
Ingredienti per 2 persone:
800 g di sauro (sugarello)
3 patate grandi
1 cipolla grande
prezzemolo tritato
mollica senza glutine (io uso la Agluten) per la panatura
sale e olio e.v.o. quanto basta
Con un coltello affilato procedere alla filettatura cominciando ad incidere il pesce, coricato su un fianco, con due tagli trasversali profondi all’altezza della branchia (vicino alla pinna laterale) e prima della coda. Con un’incisione più superficiale seguire il profilo del pesce partendo dalla testa verso la coda; procedere allo stesso modo dal lato della pancia. Inserire la lama del coltello lungo il taglio dorsale cercando di passare dal dorso al ventre. Si dovrebbe staccare il filetto. Si procede allo stesso modo per l’altro fianco. La cosa bella è che si evita di pulire il pesce mettendo le mani dentro le viscere e strappando via le branchie; il tutto rimane attaccato alla colonna vertebrale. Questo è il risultato della filettatura.
Lavare i filetti, aggiungere il sale, un filo d’olio e il prezzemolo tritato. Panare con la mollica. Scaldare il forno a 200°; nel frattempo pulire le patate e la cipolla tagliandoli finemente (avete presente le dimensioni delle fette delle papatine fritte in sacchetto?). Condire con olio, sale e prezzemolo, disponendoli sul fondo della pirofila. Adagiare sopra i filetti panati .
Infornare la pirofila per circa 45 minuti.
Buon appetito





Questo è un pesce azzurro gustosissimo che tu hai cucinato divinamente!
RispondiEliminaBrava Elena! :-)
che lavoro magnifico che fai!
RispondiEliminafarebbe la felicità di mio figlio
pesce freschissimo, cucinato alla grande
slurp!
vale
@ felix: le cose semplici sono le migliori. Se vai in perscheria lo compri a veramente poco e nessuno sa che è ricco di omega 3 più di qualche altra specie più pregiata.
RispondiElimina@Vale: La passione per il mare mi ha davvero portata lontano; e mi sento davvero fortunata, non lo considero un lavoro.
Tuo figlio è un buon gustaio!
Elena, porcapaletta che bel lavoro che fai!!! i miei complimenti davvero :-)) ora ti do del LEI...
RispondiEliminaquesta ricetta è bellissima, non ho mai comprato questo pesce perchè non so cucinarlo, ma ora ho qualche ideuzza :-))
bacioni e grazie per la ricetta :X
@Sonia: bene, allora ti darò del VOSSIA :). Scherzo, un bacio. Accattalo 'sto pisci ca bonu iè!
RispondiEliminaCiao Elena, sono contenta di scoprire così tanti blog senza glutine, piacere di conoscerti.
RispondiEliminaCiao Tinny, vedo che sei una nuova blogger: ben arrivata. Il piacere è tutto mio. Troverai tante persone che ti possono rendere questa condizione meno problematica; siamo un po' mattarelle ma simpatiche.
RispondiEliminaChe meraviglia, Elena... continuo a chiedermi con quale coraggio ti definisci "pasticciona"! Questo piatto fa venire una voglia matta di pesce azzurro, che comunque io adoro in tutte le salse. Il tuo lavoro poi... dev'essere veramente molto affascinante. Non posso fare a meno di invidiarti il fatto di lavorare con il mare, e in quanto alla tua terra ed alla tua gente... mi sono innammorata anni fa della Sicilia, per la sua bellezza e per il suo popolo!
RispondiEliminaBella ricetta... che copierò sicuramente, anche se non so se qui si trova proprio il sauro.